Isbn: 9791281389434 - alessandro busci. parthenogenesis (3 resultados)

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Brossura. Condición: new. Roma, 2026; br., pp. 48, ill., cm 21x26,9. Una serie di opere che alludono ad una imminente eruzione: i sommovimenti dei bradisismi nei Campi Flegrei, le fiamme che si elevano dal cono del Vesuvio, la pioggia che sembra flagellare i palmizi. La Napoli di Alessandro Busci è scossa dalla natura imperiosa che la circonda, sul punto di cedervi. Non è una premonizione, semmai il ricordo di eventi precedenti, quasi che l'artista potesse rammemorare il passato e, per paradosso, rammemorare il futuro; in "Parthenogenesis" si allude da un lato a un dopo catastrofe, dall'altro alle infinite possibilità della riproduzione virginale, così che da una città se ne possa produrre un'altra nuova, così che da un'opera se ne possano produrre altre con la stessa matrice, simili seppur derivate dal prototipo, rigenerate per esuberanza della vita e dell'arte che trovano, dopo gli olocausti, modi di sopravvivenza sempre miracolosi. È una pittura adesso matura quella di Busci che ha abbandonato collaudati schemi compositivi, per addentrarsi in territori dove talora l'astrazione sembra prevalere sulla figura, preconizzando future ulteriori rarefazioni; una maturità tecnica raggiunta, in cui il gesto si è liberato di qualsiasi accademismo, si è fatto più veloce, più capace di interpretare le tensioni di uno sguardo sul mondo, e che ha permesso al pittore milanese di evitare ogni manierismo rimanendo però fedele a uno stile, e a un materiale come il ferro. Libro.…

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Condición: NEW. Roma: Editori Paparo, 2026 9791281389434 284 N vol.: 1, N pag.: 48, W: 21, Illustr.: COL + B/N Una serie di opere che alludono ad una imminente eruzione: i sommovimenti dei bradisismi nei Campi Flegrei, le fiamme che si elevano dal cono del Vesuvio, la pioggia che sembra flagellare i palmizi. La Napoli di Alessandro Busci è scossa dalla natura imperiosa che la circonda, sul punto di cedervi. Non è una premonizione, semmai il ricordo di eventi precedenti, quasi che l'artista potesse rammemorare il passato e, per paradosso, rammemorare il futuro; in "Parthenogenesis" si allude da un lato a un dopo catastrofe, dall'altro alle infinite possibilità della riproduzione virginale, così che da una città se ne possa produrre un'altra nuova, così che da un'opera se ne possano produrre altre con la stessa matrice, simili seppur derivate dal prototipo, rigenerate per esuberanza della vita e dell'arte che trovano, dopo gli olocausti, modi di sopravvivenza sempre miracolosi. È una pittura adesso matura quella di Busci che ha abbandonato collaudati schemi compositivi, per addentrarsi in territori dove talora l'astrazione sembra prevalere sulla figura, preconizzando future ulteriori rarefazioni; una maturità tecnica raggiunta, in cui il gesto si è liberato di qualsiasi accademismo, si è fatto più veloce, più capace di interpretare le tensioni di uno sguardo sul mondo, e che ha permesso al pittore milanese di evitare ogni manierismo rimanendo però fedele a uno stile, e a un materiale come il ferro. Una serie di opere che alludono ad una imminente eruzione: i sommovimenti dei bradisismi nei Campi Flegrei, le fiamme che si elevano dal cono del Vesuvio, la pioggia che sembra flagellare i palmizi. La Napoli di Alessandro Busci è scossa dalla natura imperiosa che la circonda, sul punto di cedervi. Non è una premonizione, semmai il ricordo di eventi precedenti, quasi che l'artista potesse rammemorare il passato e, per paradosso, rammemorare il futuro; in "Parthenogenesis" si allude da un lato a un dopo catastrofe, dall'altro alle infinite possibilità della riproduzione virginale, così che da una città se ne possa produrre un'altra nuova, così che da un'opera se ne possano produrre altre con la stessa matrice, simili seppur derivate dal prototipo, rigenerate per esuberanza della vita e dell'arte che trovano, dopo gli olocausti, modi di sopravvivenza sempre miracolosi. È una pittura adesso matura quella di Busci che ha abbandonato collaudati schemi compositivi, per addentrarsi in territori dove talora l'astrazione sembra prevalere sulla figura, preconizzando future ulteriori rarefazioni; una maturità tecnica raggiunta, in cui il gesto si è liberato di qualsiasi accademismo, si è fatto più veloce, più capace di interpretare le tensioni di uno sguardo sul mondo, e che ha permesso al pittore milanese di evitare ogni manierismo rimanendo però fedele a uno stile, e a un materiale come il ferro.…