Roma 1527 (5 resultados)
Alfonso de Valdes and the sack of Rome : Dialogue of Lactancio and an archdeacon; tr by John E. Longhurst with Raymond MacCurdy
Valdes, Alfonso de, d. 1532. [Dialogo de las cosas ocurridas en Roma, 1527. English version with intr & notes by John Longhurst]
Editorial: [Albuquerque: 1952], University of New Mexico Pr, 1952
- Tapa dura
- Primera edición
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Editorial: Roma, 1550
- Mapa
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Añadir al carritoIncisione originale su rame (cm. 34,5x27 più ampi margini bianchi). Carta vergellata con filigrana. Esemplare ad ampi margini ed in ottimo stato di conservazione. Firma sulla lastra in basso a destra: 'Tomasius Barl exc M.D.L'. Primo stato di tre. Rubach, n. 266; Arrigoni-Bertarelli, n. 3295. Il Tempio di Portuno, che ebbe a lungo la denominazione di Tempio della Fortuna Virile, è un tempio di epoca repubblicana situato nell'attuale piazza della Bocca della Verità dove anticamente si trovava il Foro Boario. Nel IX secolo divenne chiesa cristiana con il nome di Santa Maria Egiziaca. Antoine Lafrery (Antonio Lafreri nella forma italianizzata), incisore, editore e mercante di stampe curò la pubblicazione tra il 1544 ed il 1575 di una serie di circa 200 incisioni - raffiguranti perlopiù monumenti ed antichità romane ed opera di diversi autori - nota come 'Speculum Romanae Magnificentiae'. Le stampe erano poste in vendita sia singolarmente che sotto forma di raccolta con un numero spesso variabile di fogli. Dal 1574 iniziò a circolare anche una tavola-frontespizio dello 'Speculum', attribuita a Etienne Duperac. Successivamente, tra il tardo Cinquecento ed il Settecento, i rami lafreriani conobbero tirature posteriori con l'imprint di vari editori ed il contributo di diversi incisori. Inoltre lo 'Speculum' fu ampliato nel tempo mediante l'aggiunta di altre tavole il cui minimo comune denominatore appare quello di riprodurre opere antiche e moderne di Roma.…

Editorial: Roma, 1583
- Mapa
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Añadir al carritoIncisione originale su rame (cm. 52,5x34,5 più margini bianchi). Carta vergellata con filigrana. Margini laterali bianchi esigui, ma esemplare in ottimo stato di conservazione. Doppio imprint nella parte inferiore sinistra e destra dello specchio di stampa: 'Romae Pauli gratiani formis, 1583' e 'Ambrosius Brambilla fecit. Petri de Nobilibus Formis'. Tavola molto rara, non menzionata né in Arrigoni-Bertarelli né in Rubach. Ricostruzione delle Terme di Agrippa - primo complesso termale pubblico di Roma antica - inaugurate nel 12 a.C. e situate nell'area del Campo Marzio. Antoine Lafrery (Antonio Lafreri nella forma italianizzata), incisore, editore e mercante di stampe curò la pubblicazione tra il 1544 ed il 1575 di una serie di circa 200 incisioni - raffiguranti perlopiù monumenti ed antichità romane ed opera di diversi autori - nota come 'Speculum Romanae Magnificentiae'. Le stampe erano poste in vendita sia singolarmente che sotto forma di raccolta con un numero spesso variabile di fogli. Dal 1574 iniziò a circolare anche una tavola-frontespizio dello 'Speculum', attribuita a Etienne Duperac. Successivamente, tra il tardo Cinquecento ed il Settecento, i rami lafreriani conobbero tirature posteriori con l'imprint di vari editori ed il contributo di diversi incisori. Inoltre lo 'Speculum' fu ampliato nel tempo mediante l'aggiunta di altre tavole il cui minimo comune denominatore appare quello di riprodurre opere antiche e moderne di Roma.…

- Arte / Grabado / Póster
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Añadir al carritosenza rilegatura. Condición: ottimo. Bulino misure: mm 227 x 367 In basso al centro il monogramma: SR intrecciate. La composizione è stata attribuita a Raffaello e a Giulio Romano. Il modello per il gruppo centrale è indicato da Spike nel disegno attribuito a Raffaello raffigurante una Battaglia oggi a Chatsworth (Devonshire Collection, inv57; Oberhuber, 1972, fig 60). Evidenti sono anche le analogie con l'affresco eseguito da Giulio Romano su disegno di Raffaello nella Sala di Costantino in Vaticano raffigurante la Battaglia di Ponte Milvio. Il riferimento a Giulio si basa invece sull'analogia dell'uomo a destra che sta per lanciare un sasso con altre figure presenti nei sui affreschi (Sala dei Giganti, Marte e Apollo). Stato unico. Al verso timbro della collazione Vittorino Cavalli, vignaiolo e collezionista di Reggio Emilia fra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta (Lugt 4608). Esemplare simile a quello conservato al British Museum (1868,0822.60). Splendida impressione fresca e visibile al verso, impressa su carta con filigrana "ancora nel cerchio" (simile a Briquet 471. Italia 1527). Esemplare rifilato alla battuta. Ottimo stato di conservazione eccetto piega centrale con parziale distacco. Qualche traccia di usura al margine superiore sinistro. Bibliografia: Bartsch XIV 420; Pezzini-Massari-Prosperi Valenti Rodino, Storia A X, 2; Spike, Rome and Venice, 33; S. Massari, Giulio Romano pinxit et delineavit, 36.…

Entello di Sicilia e Darete di Troia in lotta, 1520-1525
Marco Dente (detto Marco da Ravenna) (Ravenna 1496 - Roma 1527)
- Arte / Grabado / Póster
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Añadir al carritosenza rilegatura. Condición: ottimo. Bulino misure: mm 302 x 269 L'incisione raffigura l'episodio descritto nel Libro V dell'Eneide da Virgilio; il combattimento tra il giovane troiano Darete con l'anziano siculo Entello durante i giochi in memoria di Anchise. La scena si svolge davanti al Colosseo, e tale ambientazione è stata messa in relazione da Quorrier con. lo schizzo del Codex Escurialensis (Egger, 1905, 24). Pathos e dinamicità si costruiscono su giochi chiaroscurali e sulla plasticità delle figure. Secondo il Bartsh questo soggetto deriva da un'invenzione di Raffaello ma più probabilmente il soggetto è tratto da un disegno di Giulio Romano (Massari 1985) che riprende un rilievo del Museo Lateranense, poi trasportato al Museo Pio-Clementino ora Museo Gregoriano Profano (inv. 9502, 9503). Secondo Oberhuber deriverebbe da un disegno di nudo di Baccio Bandinelli. In basso a destra, nella tavoletta, inciso: ENTELLI / ET . DARET. / CESTVVM / CERT./ SR. A più in alto l'indirizzo di Antonio Salamanca e a sinistra inciso l'indirizzo di Giambattista de Rossi (1601-1678) che contraddistingue il III stato. Tiratura databile alla metà del XVII secolo. Il primo stato è privo di indirizzi, il II reca l'indirizzo di Antonio Salamanca. Bella impressione con velatura di fondo, rifilato lungo la battuta non sempre visibile. Filigrana: uomo inginocchiato nello scudo (Italia centrale, secolo XVII). Ottimo stato di conservazione. Bibliografia: Bartsch 195; Passavant 1864, 22; Massari, Raphael Invenit, STORIA IX; Le Blanch 27; TIB 159; Oberhuber - Gnann, Roma e lo stile classico di Raffaello, p 286. …