Renato pallavidini (7 resultados)

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    Condición: buono. Politica ed Economia Storia e Critica Historical and Political studies Politics and Economics History and Criticism in 16°, bross. edit. ill., lievi bruniture in cop. - prima edizione BUONE CONDIZIONI.

  • Editorial: Barbarossa, 1996

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  • Editorial: Arnaud, 1992

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    Paperback. Condición: Used: Very Good. libro usato proveniente da collezione privata. Le pagine possono risultare ingiallite. La copertina riporta usuali segni del tempo. macchiata sul retro. Consegna 24/48 ore 51 p2.

    • Tapa blanda

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    Brossura. Condición: nuovo. 203pp. Insegna del Veltro, 2013 -- Nel ricostruire la formazione culturale e politica di Mussolini, Renato Pallavidini si discosta da tutta la storiografia italiana, che ha sempre considerato il futuro Duce un marxista superficiale, sostanzialmente legato alla realtà provinciale italiana. Seguendo le intuizioni di Nolte, l'Autore ricostruisce il percorso socialista di Mussolini nel quadro organico delle dispute e delle contraddizioni della II Internazionale, in particolare per quanto concerne quell'interpretazione determinista del materialismo storico che generava l'immobilismo politico denunciato in quegli anni da Lenin. In tale contesto la scelta interventista si configura come un tentativo di scuotere le forze socialiste e porle sul terreno dell'iniziativa politica concreta. Dopo la guerra, Mussolini e i suoi collaboratori tengono a battesimo il fascismo, che improvvisamente, nel 1921, diventa un movimento di massa, indisciplinato e violento, espressione di tutti i "mal di pancia" dei piccola borghesia italiana. Mussolini cerca faticosamente di governarlo, di correggerne gli sbandamenti a destra e farne sostanzialmente una socialdemocrazia nazionalista, analoga a quella che fu in seguito il peronismo. Procedendo in questa direzione, egli tentò in tutti i modi, dal 1922 al 1924, di trovare un'intesa di governo con i socialisti riformisti, in particolare con i dirigenti della CGL, favorevoli alla collaborazione. Ma la forte presenza conservatrice interna al fascismo e il delitto Matteotti bloccarono tutto, obbligando Mussolini a costruire gradualmente un regime di massa autoritario e conservatore, come dimostra la sconfitta del sindacato di Rossoni, scorporato nel 1928 e messo a tacere fino alla metà degli anni Trenta. Tuttavia il Regime fu costretto a convivere con ambienti fascisti che non avevano rinunciato ad una rivoluzione sociale e spirituale antiborghese e che, negli anni Trenta, presero sempre più consistenza, fino a dominare la scena del paese, soprattutto attraverso il sindacato, alla vigilia della II Guerra Mondiale. D'altra parte, però, la politica estera, intrapresa con una forte dose di superficialità, di ideologismo e di mal riposto senso di onnipotenza, pregiudicò i possibili sviluppi interni del Fascismo, fino alla tragedia della sconfitta militare e della RSI. Nel complesso, secondo l'Autore, il Fascismo fu la sintesi di elementi diversi e contraddittori, sicché ciascuno poté e può scegliere il Fascismo che più gli piace, ammesso che oggi sia ancora legittimo proclamarsi sic et simpliciter "fascisti".…

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    Editorial: Noctua, 1998

    • Primera edición

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    Noctua (collana No.); 1998; Noisbn; Copertina flessibile ; 20,5 x 15 cm; pp. 132; Prima edizione. ; leggeri segni d'uso alla copertina, interno ottimo; Molto buono (come da foto). ; Se nell'ideologia la modernità ha realizzato pienamente l'etica cosmopolitica, nella realtà essa ha realizzato pienamente soltanto una vuota universalità: quella dei tre grandi mezzi assurti al rango di finalità: denaro, tecno-scienza, mediaticità. La dissoluzione delle particolarità, delle specificita in tale vuota universalità suana come assurda, il particolare, come realtà limitata, tangibile, scopo dell'appetizione, del desiderio, della brama, è meno assurdo dell'infinito tendere tipico dei comportamenti provocati dai mezzi che si sono finalizzati a se stessi. La limitatezza, almeno, non è vuota. Il soggetto pre-liberistico era l'uomo in lotta contro la natura, con la quale stipulava armistizi periodici; il soggetto liberistico, venditore, consumatore, produttore, speculatore, lotta contro una seconda natura, il mercato, rispetto al quale soltanto le feste comandate rappresentano momenti di tregua. Il volto imperscruta-bile della natura è diventato, ormai, il volto imperscrutabile della dinamica dei mercati: volti entrambi sfingei, dai quali è azzardato derivare previsioni. Nel regno delle merci non ci sono diversità che non siano radicate nel dare e nell'avere (e nei loro diretti o indiretti derivati sociali): chi sa produrre denaro dal denaro o dal lavoro altrui occupa, secondo la propria capacità, un posto di un certo livello nella gerarchia sociale. Il possessore di denaro, o dei mezzi di produzione realizza la finalità del prestigio, della grandezza come gradazioni di un placere che sarebbe pura ottusita non definire estetico; come l'onore di ceto, di razza, esso è fine a se stesso. Il potere sociale che il denaro - o la proprietà dei mezzi di produzione-conferisce non può essere definito, tuttavia, meramente esteriore, perché giunge a mobilitare la totalità delle capacità umane di esperienza e di emozione. Nel regno del denaro la dimensione altra rispetto alla dimensione terrena si proietta in una lontananza indeterminabile e assume un valore che spicca sempre di più via via che la vita sociale cessa di possedere risvolti istituzionali, ufficiali, di sacralità. In molteplici forme - astrologia, spiritismo, satanismo-il mondo della globalizzazione è intimamente religioso; è quasi la religiosità, carica di timore e di sospetto nei confronti dell'oltre, tipica del mondo latino delle origini; ciò accade nella misura in cui l'agnosticismo è stato istituzionalizzato ed è diventato un fenomeno puramente esteriore; nella misura in cui i capricci del mercato coinvolgono masse umane sempre più consistenti (il capitalismo di massa, soprattutto statunitense) e inducono a cercare il contatto con oltre per garantirsi privilegi e vantaggi qui e ora come nelle forme devozionali delle epoche in cui erano i capricci degli andamenti dei raccolti o delle pestilenze ad angosciare gli uomini. Di fronte al sembiante sfingeo del mercato i gesti e gli atteg-giamenti scaramantici proliferano. L'uomo si affida non soltanto all'oltre, ma anche all'altro a riconoscimento della propria impotenza e a dispetto dei progressi tecnologici ; Scheda a cura di Equilibri libreria. L'immagine corrisponde alla copia in vendita. 011.83.90.381 Italiano.…

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    Il saggio su HEGEL occupa 27 pagine e tratta di: sistema dell'eticità, l'assoluta eticità, differenza e identità, la "riflessione intellettuale", il "bisogno di filosofis", la dialettica del lavoro, l'articolo sul "diritto naturale", la differenza non conciliata, l'eticità sorta dal lavoro, lavoro e scambio, la differenza nello Hegel maturo. Il fascicolo in-8° (cm. 24,8) bross. edit. è completo delle sue 121 pagine e contiene inoltre: 1) Giovanni Moretto, "Etica e narrazione in NOVALIS!, 16 pp. 2) Antonio gargano. HÖLDERLIN e la Vereinigungsphilosophie". 16 pp. Tratta di Shaftesbury e Hemsterhuis, Herder, Fichte, giudizio conoscitivo ed essere, l'unità di io e il mondo. Inoltre un'imprtante rassegna di libri.…