Publicado por Ulrico Hoepli, Milano, 1884
Librería: Libreria antiquaria Dedalo M. Bosio, Torino, TO, Italia
EUR 55,00
Cantidad disponible: 1 disponibles
Añadir al carritoLegatura editoriale in tela senape con titoli dorati e fregi impressi a secco e in nero, tagli dorati, cm 12.5 x 8.5, pp 108, frontespizio in nero e rosso entro cornice illustrata, testo riquadrato in blu. Piccolo difetto sulla sguardia anteriore, peraltro ben conservato. Pubblicato nel 1813 «The Giaour - A Fragment of a Turkish Tale» è il primo dei racconti turchi di Byron e conobbe un grande successo in patria e nel resto d'Europa sull'onda degli entusiasmi filellenici e dell'orientalismo romantico. La novella inizia infatti lamentando le sorti della Grecia sotto il dominio ottomano, e l'infelice schiava Leila, crudelmente giustiziata dal turco Hassan, fu dai contemporanei considerata come personificazione dell'Ellade. Nel poemetto Byron accennò tra l'altro per la prima volta al tema del vampirismo: la vendetta dell'eponimo «giaurro», termine dispregiativo usato nell'Impero Ottomano per indicare gli infedeli, lo condannerà secondo uno dei narratori a vagare per l'eternità mutato in vampiro. L'opera ebbe numerose traduzioni italiane a partire dal 1818, prima di questa nella Collezioncina Diamante di Hoepli. Andrea Maffei, poeta e librettista nativo della Val di Ledro, fu tra i più prolifici ed affermati traduttori letterari italiani del XIX Secolo, lasciando una fondamentale impronta sulla ricezione e diffusione del romanticismo in Italia anche grazie al frequentatissimo salotto letterario tenuto dalla moglie Clara nella residenza milanese; popolari le sue traduzioni degli Idilli di Gessner, del teatro di Schiller, di Goethe, di Heine e di Byron, autore che iniziò a tradurre nei primi anni '50 e di cui si occupò tutta la vita licenziando quasi ottantenne le versioni di Lara, Mazeppa e di questo Giaurro. Piccolo difetto sulla sguardia anteriore, peraltro ben conservato.
Año de publicación: 1934
Librería: Studio Bibliografico Adige, Trento, TN, Italia
EUR 65,00
Cantidad disponible: 1 disponibles
Añadir al carritoCartolina postale viaggiata a Macerata indirizzata al prof. Silvio Segalla che nasce nel 1882 ad Arco, elegante e ordinata cittadina sopra il lago di Garda e dentro i confini dellâImpero austro-ungarico. Terminati gli studi liceali, come suddito di Francesco Giuseppe, deve svolgere un lungo servizio militare: la leva obbligatoria durava otto anni. Poiarrivano gli anni entusiasmanti allâuniversità di Berna, dove si laurea in Romanistica. In Svizzera conosce anche la sua futura moglie, una bella ragazza dellâEstonia. Nel 1911 si affollano i passaggi fondamentali della sua vita. Il 10 novembre, a Vienna, supera lâesame di stato per lâabilitazione allâinsegnamento e prende il primo treno per tornare subito a Berna dove, il giorno dopo, sposa Elena. Poco dopo si trasferiscono a Gorizia, allora ancora parte dellâimpero austriaco, dove inizia il suo insegnamento nelle scuole biennali di commercio come professore di ruolo. Quando scoppia la Prima guerra mondiale si trova in Russia e viene fatto prigioniero civile. à destinato al trasferimento in Siberia ma, grazie al coraggioso intervento della moglie, che conosce bene il russo, viene fatto rientrare. Arriva in Italia nellâestate del 1916 e, su incarico prefettizio, viene inviato allâUfficio di Informazioni al confine di Chiasso come traduttore, una mansione che gli consente di fare lezione, a Como, agli studenti dellâIstituto tecnico. Finita la guerra, con lâannessione del Trentino, Segalla si ritrova italiano, felice di esserlo. Torna ad insegnare a Gorizia, dove inizia il suo attivismo politico. Si iscrive al Partito fascista nel 1923, periodo in cui si dedica nellâopera di propaganda di italianità nei territori istriani. Lâintenso impegno pubblicistico sui giornali locali12 gli apre la carriera politica. Il Partito, appena arrivato al potere, gli conferisce incarichi di rilievo. Presto viene trasferito a Bolzano con lâincarico di costituire il Sindacato fascista. Lâattività giornalistica dà visibilità al giovane insegnante che scala le gerarchie locali. Nel 1925 costituisce le Avanguardie giovanili fasciste di Bolzano, lâanno successivo entra nel Direttorio del Fascio e nel 1929 diventa Vicepresidente dellâOpera Nazionale Balilla. Arriva ai vertici locali di partito negli anni Trenta con la nomina a Vicesegretario Federale di Bolzano. La sua ascesa politica à strettamente legata a quella professionale. Diventa presidente della Società Dante Alighieri, collegata agli Istituti di cultura fascista. Organizza le attività di doposcuola e dopolavoro, risultando vincitore di gare nazionali di educazione fascista. Per lâattività di propaganda politica in Estonia arriva lâencomio ufficiale del Segretario del PNF, Achille Starace. Sempre pià coinvolto negli organismi di vertice della pubblica istruzione, nel 1934, viene incaricato di dirigere la Pubblica Scuola di Commercio di Bolzano pochi mesi prima della nomina in ruolo a preside. La prima assegnazione lo porta allâIstituto tecnico di Macerata, dove resterà pochi anni prima dellâavvicinamento a Verona nel 1937. Formato: Stampa alla gelatina ai sali d'argento di misure 14x9 cm.
Idioma: Italiano
Publicado por Createspace Independent Publishing Platform, 2017
ISBN 10: 1544029632 ISBN 13: 9781544029634
Librería: CitiRetail, Stevenage, Reino Unido
EUR 28,48
Cantidad disponible: 1 disponibles
Añadir al carritoPaperback. Condición: new. Paperback. Il racconto, prendendo spunto, dalle molte fontane che ci sono nei paesi della Valle di Ledro, narra di una fata che abitualmente si serve di una fontana per preparare i suoi intrugli magici. This item is printed on demand. Shipping may be from our UK warehouse or from our Australian or US warehouses, depending on stock availability.