Marco cossutta (8 resultados)

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Brossura. Condición: nuovo. Anno: 2025 Pagine: XVIII, 82. ISBN: 978-88-5511-617-6. Edizioni Università di Trieste - Sulla scorta della riflessione kelseniana, Norberto Bobbio nella sua Teoria della norma giuridica, apparsa nel 1958, riteneva di ricondurre l'oggetto del suo studio "nella categoria generale delle proposizione pres…crittive", categoria che alcuni anni dopo sarebbe stata indagata da Georg Henrik von Wright nel volume Norm and Action. A Logical Enquiry del 1963. Partendo dalle riflessioni dei due pensatori, l'intento del presente studio è quello di affrontare criticamente tale accostamento, ritenendo come la comunicazione giuridica non necessariamente debba declinarsi attraverso le sole proposizioni prescrittive lungo un itinerario che dall'alto vada verso il basso. Alla comunicazione verticale si affiancano necessariamente nella vita del diritto forme di comunicazione orizzontale, che coinvolgono, sia pure in diverse modalità, l'intera comunità, tanto da ritenere che rappresentare ogni regola giuridica come una prescrizione risulti quanto meno discutibile nonché foriero di possibili derive dispotiche.

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Brossura. Condición: nuovo. Anno: 2011 Pagine: 171. ISBN: 978-88-8303-343-8. Edizioni Università di Trieste -- Il diritto deve continuamente adeguarsi alla vita che non accetta mai situazioni statiche e arresti definitivi ma che prospetta continuamente nuove giuste esigenze, nuove progressive acquisizioni di valori e al tempo st…esso registra sempre nuove minacce alla realizzazione di un adeguato sviluppo della libertà e dignità umana . Così Alfredo Carlo Moro, nel 1968, interrogandosi sul ruolo de Il giudice nello stato contemporaneo. Partendo dalla radicale critica allo stato di cose esistente proposta dai magistrati democratici a cavallo degli anni Sessanta e Settanta dello scorso secolo, si analizzano sia le obbiezioni allora mosse all uso alternativo del diritto, che coeve elaborazioni dottrinali, le quali, pur non condividendo gli intenti rivoluzionari di Magistratura democratica, testimoniano un sostanziale ripensamento delle tradizionali categorie della positività del diritto, ritenendo che da tale contesto si possano cogliere ancora utili indicazioni per l attuale dibattito intorno alle fonti del diritto.

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Brossura. Condición: nuovo. Anno: 2018. Pagine: 160. ISBN: 978-88-8303-996-6. Edizioni Università di Trieste --- "Tutto ciò che distingue il tempo odierno dalla barbarie antica è quasi per intero un beneficio della geometria". In questo modo Thomas Hobbes sunteggiava nel De cive la sua incondizionata adesione alla prospettiva sc…ientifica moderna, sulla cui falsariga svilupperà una scienza giuridica e politica capace a suo dire di portare pace e sicurezza nelle relazioni intersoggettive. Una prospettiva che, richiamandosi al mos geometricus perorato pochi decenni prima da Grozio, ci conduce sino alla quasi contemporanea Geometrie der totalen Rechtserscheinung indicata da Kelsen. Il sorgere della geometria legale viene qui indagato con intento critico, attraverso il richiamo alla dialettica, proponendo cioè al lettore una riflessione intorno al fondamento metodologico di tale rappresentazione dei fatti giuridici e politici ed alla sua reale capacità di raggiungere l'obiettivo operativo prefissato dai suoi cultori.

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Brossura. Condición: nuovo. Anno: 2023. Pagine: 100. ISBN : 978-88-5511-419-6. Edizioni Università di Trieste -- «Difficilmente si possono ritenere esaustive le comuni definizioni della giurisdizione, che anzi in certo qual modo, in quanto presuppongono un sistema chiuso, sono la negazione della giurisdizione e comunque ne sminu…iscono la portata. La dimostrazione più evidente è data dalla definizione della giurisdizione come attuazione della legge []. Il fatto è che nella riferita definizione la legge è concepita come una volontà esaustiva di tutta la realtà, un esterno comando, che è in rapporto meramente formale con la giurisdizione, la quale si limita appunto ad attuare quel comando. È come se si riducesse l'ordinamento ad uno spettacolare giuoco delle parti, di cui una pone la legge, l'altra l'applica, l'una comanda, l'altra trasmette il comando e obbedisce o fa obbedire», così nel 1970 affermava Salvatore Satta nella voce Giurisdizione da egli redatta per l'Enciclopedia del diritto. Sulla falsariga della Scuola dell'esperienza giuridica, l'autore argomenta a favore di una giurisprudenza attiva nella determinazione della norma giuridica, per mezzo della quale stabilire il diritto sulla cosa controversa.

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Brossura. Condición: nuovo. Anno: 2011 Pagine: XV, 203. Edizioni Università di Trieste -- "L'ordinamento giuridico deve realizzarsi, diventare realtà nel caso concreto", così nel 1938 evidenziava Giuseppe Capograssi riflettendo Intorno al processo. Lungo l'itinerario della scuola dell'esperienza giuridica si ricerca come l'inced…ere dialettico, che qualifica il processo, possa essere, per un verso, funzionale alla fondazione della verità processuale, ma, per altro verso ed ancor prima, confacente al riconoscimento della norma giuridica che, regolando il caso, ne permette la valutazione. Attraverso la problematicizzazione delle tradizionali categorie della positività del diritto, ci si interroga sulla fondazione di una concezione intersistemica dell'attività interpretativa, che porti al riconoscimento della giurisprudenza quale fonte del diritto. Il volume qui presentato, primo dei tre che raccolgono riflessioni su Interpretazione ed esperienza giuridica, è incentrato, argomentando in favore di un diritto sociale, sulle ragioni e sulla critica della concezione meccanicistica dell'interpretazione giuridica.

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Brossura. Condición: nuovo. Anno: 2012. Pagine: 216. Edizioni Università di Trieste --- Il diritto vivente è il diritto che, non formulato in proposizioni giuridiche, regola tuttavia la vita sociale", così Eugen Ehrilich tratteggiando, nel 1913, I fondamenti di sociologia del diritto. Ripercorrendo lo sviluppo delle prospettive…antiformaliste presenti nella cultura giuridica italiana del Novecento, dall'idealismo all'ermeneutica giuridica, da certe interpretazioni della giurisprudenza costituzionale alla scuola dell'esperienza giuridica, si giunge sino alla concezione del diritto mite; si ritiene di dover vagliare tali elaborazioni, che, sia pur con intenti ed esiti differenti, ritrovano un punto comune nella negazione dell'esclusività dell'attività legislativa nella produzione del diritto, alla luce di alcuni attuali orientamenti giurisprudenziali, al fine di riconoscere nel diritto vivente il reale momento di ordinamento giuridico della società, riconfermando, anche attraverso l'identità concettuale fra interpretatio e iurisprudentia, l'essere l'attività giurisprudenziale il fondamento ultimo della positività del diritto.

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Brossura. Condición: nuovo. Anno: 2015Pagine: 222. Edizioni Università di Trieste -- Se respingiamo la legge lo facciamo per raggiungere qualcosa di meglio; con questa lapidaria frase Errico Malatesta nel 1925 evidenzia come certa esegesi del pensiero anarchico, protesa a dipingerlo come una teoria anti-sociale che vorrebbe espu…ngere ogni forma di regolamentazione dal contesto comunitario, sia lontana dalla realtà. Malatesta in particolare e l'anarchismo in generale non negano la necessità di una forma di regolamentazione giuridica dei rapporti sociali, ciò che aspramente criticano e combattono sono le forme di regolamentazione eteronome, che la modernità politica ha prodotto e che vedono nella compagnie statuale il proprio indiscutibile fulcro. Gli studî qui presentati tendono a proporre una lettura del pensiero anarchico che evidenzi, a partire dalle riflessioni malatestiane, l'intimo ed inscindibile rapporto fra anarchismo e diritto. Un pensiero anarchico quello qui tratteggiato, il quale, più che proteso a portare agli estremi limiti le prospettive politiche moderne (in "primis" il liberalismo), appare ricollegabile a forme di speculazione riconducibili alla grecità classica, ove emerge una contrapposizione irriducibile fra rapporto politico e rapporto dispotico. L'anarchismo, pur sorgendo in epoca moderna, appare dunque pensiero "anti"-moderno in quanto radicale critica delle forme politiche che dalla modernità sorgono.