Bologna 1634 (13 resultados)

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    Condición: Buona. libro, xilografia, litografia. In 4°, (cm 37), [13], 216, [8]. 33 illustrazioni e numerose decorazioni interne al testo in litografia. Coperta coeva in cartonato rigido; dorso in pergamena con tassello recante il titolo dell'opera; carte in barbe; presenti filigrane all'interno dell'esemplare (P. M. Fabriano). Buono stato di conservazione. Presenti capilettere in litografia. Timbro di possesso alla carta di guardia; antiporta con litografia raffigurante due putti che poggiano su di un tondo recante il titolo dell'opera; frontespizio con marca tipografica xilografica. Alla terza carta vi è l'attestato della tiratura in cui si afferma che l'edizione, dichiarata non soggetta a ristampa, fu realizzata in un totale di duecento copie, l'esemplare descritto è la numero 71. "Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno" costituisce un caposaldo della narrativa popolare italiana ed è il risultato dell'unione di tre opere distinte, composte tra la fine del XVI secolo e gli inizi del XVII da Giulio Cesare Croce, noto come "della Lira", e da Adriano Banchieri, detto "Camillo Scaligeri della Fratta". Le tavole vennero realizzate da M. G. Bazzi (1891 - 1954), pittore, illustratore e cartellonista, fu attivo anche come ritrattista e come vedutista. Nel corso degli anni Venti realizzò diverse illustrazioni per libri destinati all'infanzia. Formato: In 4°.…

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    Condición: Discreta. libro, xilografia. In 8°, (cm 19,5). pp. [41], 385, [3]. Antiporta calcografica con lo stemma del dedicatario dell'opera, reca il testo "De Vario Bononia Statu Ab Ea Condita Usquad Annum MDCXXV Bartholomæus Dulcinis Ab Historicis Conquisivit Et In Hunc Contextum Redegit". Frontespizio con marca tipografica xilografica e timbro di possesso estinto. Numerosi capilettera xilografici. Coperta in piena pergamena coeva. Dorso con indicazione manoscritta del titolo. Etichetta in carta al verso del frontespizio con indicazioni di collazione. Discreto stato di conservazione: leggere tracce di foxing e imbrunimento delle carte. Seconda edizione. L'opera ripercorre la storia, le origini, le istituzioni e gli avvenimenti più illustri della città con l'intento di restituire Bologna al suo antico splendore e di esaltarne il prestigio politico, culturale e civile. Formato: In 8°. …

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    Condición: Buona. libro, xilografia, calcografia. In folio piccolo, (cm 28 ca). pp. [24], 346, 128. Frontespizio con marca tipografica calcografica di Lelio della Volpe raffigurante una volpe con veduta di Bologna. Antiporta calcografica recante il testo "1736 - Bononia Delineabat et incidebat Ludovicus Mattioli Bononiensi in Clementina Picturæ et Sculpturæ Academia Professor. ann. agens 75" e 20 tavole calcografiche a piena pagina anch'esse realizzate dal Mattioli, poste all'incipit di ogni canto. 1 tavola ripiegata internamente nella sezione delle annotazioni. Vignette calcografiche in testo. Ritratto di Giulio Cesare Croce al Sonetto che precede il primo canto. Coperta in piena pergamena; dorso con tassello recante il titolo impresso in oro, tagli spruzzati in blu. Buono stato di conservazione per le carte interne: leggere tracce di foxing; piccolo strappo al margine inferiore della tavola n. 13. Celebre edizione del poema eroicomico in venti canti in ottava rima basato sulle storie popolari di Giulio Cesare Croce e Adriano Banchieri, corredato da argomenti, allegorie e annotazioni critiche. L'opera è particolarmente rinomata per il suo apparato iconografico, eseguito da Ludovico Mattioli. "Il sodalizio con Crespi permise al M. di realizzare una serie di acqueforti, molto probabilmente già a partire dal 1710, per l'opera intitolata Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno di Giulio Cesare Croce continuata da Camillo Scaligeri Della Fratta (A. Banchieri).Le immagini illustrano i momenti salienti delle peripezie dei tre personaggi all'interno di paesaggi o di edifici dall'architettura elementare. Sull'attribuzione al M. di questa serie permangono, tuttavia, molte incertezze, per via della testimonianza di Luigi Crespi, figlio del pittore, secondo cui il padre avrebbe realizzato le incisioni che illustravano la storia di Bertoldo, e in seguito le avrebbe messe in vendita sotto il nome del M. (Merriman, p. 148). Non appare ancora chiarita la relazione che intercorse tra i due artisti nell'esecuzione delle acqueforti, perché le due serie originali del Bertoldo, identiche tra loro, rispettivamente di proprietà della Pinacoteca e della Biblioteca comunale di Bologna, mostrano alcune incisioni con due firme, quella del M. e quella di Crespi, mentre altre presentano solo la firma di quest'ultimo.Ciò che invece appare certo è che Crespi concesse al M. la possibilità di incidere nuovamente la serie del Bertoldo, negli anni Trenta del Settecento, per lo stampatore Lelio Della Volpe: l'opera con le incisioni del M. fu pubblicata a Bologna nel 1736." v. MATTIOLI, Ludovico di Simona Capelli Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 72 (2008) Formato: In folio piccolo.…

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    Condición: Buona. libro, xilografia, calcografia. In folio piccolo, (cm 29). pp. [24], 346, 128. Frontespizio con marca tipografica calcografica di Lelio della Volpe raffigurante una volpe con veduta di Bologna. Antiporta calcografica recante il testo "1736 - Bononia Delineabat et incidebat Ludovicus Mattioli Bononiensi in Clementina Picturæ et Sculpturæ Academia Professor. ann. agens 75" e 20 tavole calcografiche a piena pagina anch'esse realizzate dal Mattioli, poste all'incipit di ogni canto - la tavola del canto n. XII è legata tra le pagine del canto, non al suo incipit. 1 tavola ripiegata internamente nella sezione delle annotazioni. Vignette calcografiche in testo. Ritratto di Giulio Cesare Croce al Sonetto che precede il primo canto. Coperta in piena pelle con filetti decorativi in oro; dorso a 5 nervi con tassello recante il titolo, decorazioni fitomorfe anno e luogo di stampa, il tutto impresso in oro. Buono stato di conservazione per le carte interne: leggera gora che si propaga in tutto il volume nel suo margine inferiore. Distaccamento totale dei piatti. Celebre edizione del poema eroicomico in venti canti in ottava rima basato sulle storie popolari di Giulio Cesare Croce e Adriano Banchieri, corredato da argomenti, allegorie e annotazioni critiche. L'opera è particolarmente rinomata per il suo apparato iconografico, eseguito da Ludovico Mattioli. "Il sodalizio con Crespi permise al M. di realizzare una serie di acqueforti, molto probabilmente già a partire dal 1710, per l'opera intitolata Bertoldo, Bertoldino e Cacasennodi Giulio Cesare Croce continuata da Camillo Scaligeri Della Fratta (A. Banchieri).Le immagini illustrano i momenti salienti delle peripezie dei tre personaggi all'interno di paesaggi o di edifici dall'architettura elementare. Sull'attribuzione al M. di questa serie permangono, tuttavia, molte incertezze, per via della testimonianza di Luigi Crespi, figlio del pittore, secondo cui il padre avrebbe realizzato le incisioni che illustravano la storia di Bertoldo, e in seguito le avrebbe messe in vendita sotto il nome del M. (Merriman, p. 148). Non appare ancora chiarita la relazione che intercorse tra i due artisti nell'esecuzione delle acqueforti, perché le due serie originali del Bertoldo, identiche tra loro, rispettivamente di proprietà della Pinacoteca e della Biblioteca comunale di Bologna, mostrano alcune incisioni con due firme, quella del M. e quella di Crespi, mentre altre presentano solo la firma di quest'ultimo.Ciò che invece appare certo è che Crespi concesse al M. la possibilità di incidere nuovamente la serie del Bertoldo, negli anni Trenta del Settecento, per lo stampatore Lelio Della Volpe: l'opera con le incisioni del M. fu pubblicata a Bologna nel 1736." v. MATTIOLI, Ludovico di Simona Capelli Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 72 (2008) Formato: In folio piccolo.…

  • Editorial: Tiratura ottocentesca

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    Acquaforte, mm. 450x295, su foglio di mm. 560x425. Sulla lastra in basso a sin. 'Ioseph Ma. Mitellus del et sculp. Timbro a secco della "Regia Calcografia nazionale" (Cfr. Petrucci, "Catalogo generale delle stampe tratte dai rami incisi posseduti dalla Calcografia Nazionale", p. 83, n.13). Ottima conservaz.…

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    In 16°, mz. perg. ottocentesca con punte, due parti in 1 Vol. pp. (16nn)-280; (4nn)-557. Nella prima parte frontespizio calcografico inciso da Giovanni Battista Coriolano (1590-1649). Nella seconda parte marca incisa non controllata. Omesse nella numerazione le pp. 369-378; iniziali e fregi xilografici. Camillo Baldi, noto anche come Camillus Baldus o Camillo Baldo è stato un letterato italiano, nonché professore di logica e filosofia. Ô considerato il precursore della grafologia.Nel 1572 si laureò in filosofia e medicina. Insegnò allo Studio Pubblico di Bologna per sessanta anni, dapprima logica per vari anni poi, dal 1590 circa alla morte, filosofia. Bella copia.…

  • Editorial: Bologna, 1680

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    Acquaforte e bulino firmato in lastra da soggetto originale dello stesso Mitelli; tratta da "I proverbi figurati". Mm 275x205. Buona impressione, con qualche fioritura marginale. Nr.cat: P2280025.

  • Editorial: Bologna, 1680

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    Acquaforte e bulino firmato in lastra da soggetto originale dello stesso Mitelli; tratta da "I proverbi figurati". Mm 275x205. Buona impressione con qualche fioritura marginale. Nr.cat: P2280023.

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    Incisione su rame mm. 200x290 alla battuta, ampi marg. bianchi in barbe. Firmata in basso a des. Ioseph M.a Mitellus sc. (inc.). Da un dipinto di Tiziano.

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    senza rilegatura. Condición: ottimo. Acquaforte misure: 320 x 217 mm Incisore e pittore, allievo del padre Agostino. Autore prolifico di oltre seicento incisioni, realizza opere di riproduzione e numerosi soggetti che commentano in chiave popolaresca fatti storici, temi morali e situazioni sociali, fra questi ultimi la serie più nota Le Arti per via, basata su un gruppo di disegni di Annibale Carracci (delle 41 incisioni di Giuseppe Maria Mitelli che raffigurano le Arti per via, 34 corrispondono sostanzialmente ai mestieri rappresentati nelle stampe carraccesche). Ma non dobbiamo dimenticare le 48 tavole per la serie Proverbi figurati consecrati al Serenissimo Principe Francesco Maria di Toscana, che mostrano l'umanità dell'artista e la sua attenzione per i particolari e i personaggi. A lui si debbono anche illustrazioni per romanzi cavallereschi e serie di carte da gioco. Dalla serie Dodici composizioni caricaturali su disegno di Pietro De Rossi, 1686. Piccole figure grottesche intente a suonare, cantare o giocare a carte, generalmente dalle teste grosse, i nasi deformi e i corpi piuttosto tarchiati. Le tavole non sono numerate ma Bertarelli ha ritenuto di raggrupparle (nn 305-316) per l'uniformità dei soggetti, del formato, del disegno e dell'inventore dei soggetti. Si ipotizza che si possa trattare di caricature di personaggi all'epoca viventi a Bologna, in due tvole della serie appare infatti il ritratto di Giovannin da Campugnano. In alcuni tavole è inciso: "GM. Mitelli I. e F", al centro "Pietro de Rossi Inventore". Bertarelli ricorda che le tavole non sono presenti nell'edizione di Lelio della Volpe ma circolano tirature moderne dai rami ormai quasi illeggibili.  Ottime impressioni coeve con graffi di pulitura impresse su carta vergellata leggera. Filigrana: tre gigli entro uno scudo. Fogli tagliati lungo la linea di contorno o al suo interno con occasionale perdita delle firme incise, perdita dei due angoli superiori. Bibliografia: Achille Bertarelli, Le incisioni di Giuseppe Maria Mitelli catalogo critico, Comune di Milano 1940, n 305, 310, 311 e 312. Prezzo per il gruppo di quattro. …

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    Condición: Usado - Bueno

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    Condición: guter Zustand. Radierung nach D. Tintoretto, eigentl. Robusti (1560-1635), auf Bütten mit Wasserzeichen: R. 29,8:46,1 cm. Literatur: Bartsch und Nagler 27; Le Blanc 5. Mit der Nr. 31" in der Platte. - Ausgezeichneter Druck mit etwas Rand.

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    Aquaforte, seconda metà del XVII secolo, parte inc. mm.515x316, rifilata lungo la linea di inquadramento, priva di margini ma completa. In basso a des. 'Ioseph mm. Mitellus delin. et incid.' nell'angolo in alto a destra il numero '6'. Al marg. bianco inf. "Alexander Tiarinus Bononiensis in Ecclesia D. Antonij Abbatis Bononiae pinxit". Superba acquaforte incisa da Giuseppe Maria Mitelli da un dipinto di Alessandro Tiarini (Bologna 1577-1668), pittore allievo di Prospero Fontana e di Bartolomeo Ceci. Il dipinto "Deposizione di Cristo nel sepolcro" fu realizzato dal Tiarini per la chiesa di Sant'Antonio del Collegio Montalto in Bologna.…

  • Idioma: Italiano

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    senza rilegatura. Condición: in ottime condizioni. Acquaforte misure: mm  266 x 193 Incisore e pittore, allievo del padre Agostino. Autore prolifico di oltre seicento incisioni, realizza opere di riproduzione e numerosi soggetti che commentano in chiave popolaresca fatti storici, temi morali e situazioni sociali, fra questi ultimi la serie più nota Le Arti per via, basata su un gruppo di disegni di Annibale Carracci (delle 41 incisioni di Giuseppe Maria Mitelli che raffigurano le Arti per via, 34 corrispondono sostanzialmente ai mestieri rappresentati nelle stampe carraccesche). Ma non dobbiamo dimenticare le 48 tavole per la serie Proverbi figurati consecrati al Serenissimo Principe Francesco Maria di Toscana, che mostrano l'umanità dell'artista e la sua attenzione per i particolari e i personaggi. A lui si debbono anche illustrazioni per romanzi cavallereschi e serie di carte da gioco. Questa stampa fa parte della serie Proverbi figurati ed è la numero 35 come indicato dal numero in alto a destra. In un paesaggio spoglio si erge, a mo' di quinta, in fondo a sinistra un tronco spezzato con dei rami verdi di foglie. Un vecchio asino magro infastidito dalle mosche sta calciando un uomo alle sue spalle che a sua volta brandisce nella mano sinistra una mazza nell'atto di colpire l'animale. Forti contrasti chiaroscurali sono marcati mediante l'impiego di linee lunghe e profonde incrociate, nulla è lasciato incompiuto. L'autore è molto attento a descrivere i dettagli e la cruda realtà della scena. Il proverbio ci suggerisce che anche le persone più docili e umili possono ribellarsi quando vengono disturbate. Firma incisa in basso a sinistra "GM. Mitelli I. e F", nel margine bianco inferiore è incisa una terzina che ribadisce il concetto del proverbio. Impressione eccellente, dai neri intensi. Ottimo stato di conservazione, eccetto minimo foxing sparso. Ampi margini oltre la battuta del rame. Bibliografia: Bertarelli 1940, 458; Bartsch XIX.298.103; L. Marinese, Proverbi figurati di Giuseppe Maria Mitelli, 1967 n.35.…