C’è un’idea rassicurante, quasi infantile, che molti di noi si portano dietro quando pensano al diritto: le regole sarebbero come i binari di un treno. Si può scegliere la direzione, accelerare o rallentare, ma il percorso resta tracciato; e se si resta sui binari, si è “nel giusto”. Nella vita reale, però, le cose sono più complesse. Non basta rispettare formalmente una regola. Esistono comportamenti che rispettano la lettera ma tradiscono lo spirito della norma, lasciando dietro di sé un senso di ingiustizia. È in questa zona di confine tra lecito e scorretto che nasce il problema dell’abuso del diritto. Una nozione scomoda, perché mette in discussione l’idea di certezza assoluta e costringe a guardare non solo ciò che una persona fa, ma anche come e perché lo fa. Il diritto, infatti, non è un semplice meccanismo formale: è uno strumento per organizzare la convivenza. Il punto di partenza è una parola centrale nel nostro codice civile: buona fede. Non quella psicologica, ma la buona fede oggettiva, che impone un criterio di comportamento fatto di lealtà, correttezza e rispetto degli interessi altrui quando è ragionevole pretenderlo. Senza questa regola, i contratti rischierebbero di diventare trappole e i diritti strumenti di sopraffazione. Accanto alla buona fede emerge così il suo rovescio: l’abuso del diritto. Si verifica quando un diritto viene esercitato per finalità diverse da quelle per cui l’ordinamento lo ha riconosciuto. La giurisprudenza parla di abuso quando l’esercizio del diritto provoca un sacrificio sproporzionato e ingiustificato per la controparte. Non si tratta di violare una regola formale, ma di usarla in modo distorto. Questa idea nasce storicamente nel confronto tra diversi ordinamenti. In Germania il BGB vieta l’esercizio del diritto quando ha il solo scopo di nuocere; il codice svizzero afferma che il manifesto abuso del proprio diritto non è protetto dalla legge. L’Italia, invece, nel codice civile del 1942 preferì non inserire una clausola generale esplicita contro l’abuso, temendo l’eccessiva discrezionalità del giudice. Ciò non ha impedito alla giurisprudenza di elaborare progressivamente la categoria, collegandola ai doveri di correttezza e buona fede e al principio costituzionale di solidarietà. In questa prospettiva il diritto non appare più come un potere assoluto, ma come una facoltà riconosciuta per una funzione e quindi soggetta a limiti interni di coerenza. Per parlare di abuso del diritto, la giurisprudenza individua alcuni elementi: l’esistenza di un diritto soggettivo, diverse modalità possibili di esercizio e una scelta che produca una sproporzione ingiustificata tra il vantaggio del titolare e il sacrificio imposto all’altro. In questo modo l’abuso smette di essere una semplice impressione morale e diventa una struttura giuridicamente valutabile. Il fenomeno emerge in molti ambiti: nei contratti, quando il potere negoziale è usato per ottenere vantaggi ingiusti; nel diritto societario, quando il voto è esercitato per fini estranei all’interesse sociale; nel diritto tributario, come strumento contro le operazioni elusive; nel rapporto di lavoro, dove può manifestarsi attraverso l’uso distorto dei poteri datoriali; e nel processo, quando gli strumenti difensivi diventano strategie dilatorie o temerarie. Le conseguenze dell’abuso non sono univoche. Talvolta l’ordinamento nega tutela al comportamento abusivo; altre volte riconosce il diritto al risarcimento o dichiara inefficace l’atto compiuto. Nel processo possono intervenire sanzioni come la condanna alle spese o la responsabilità aggravata. L’abuso del diritto resta dunque una categoria elastica: da un lato comporta un margine di valutazione per il giudice, dall’altro permette all’ordinamento di reagire agli usi distorti delle regole. In fondo, il problema riflette una tensione costante tra certezza delle norme e giustizia del caso concreto.
"Sinopsis" puede pertenecer a otra edición de este libro.
Librería: GreatBookPrices, Columbia, MD, Estados Unidos de America
Condición: As New. Unread book in perfect condition. Nº de ref. del artículo: 53660448
Cantidad disponible: Más de 20 disponibles
Librería: GreatBookPrices, Columbia, MD, Estados Unidos de America
Condición: New. Nº de ref. del artículo: 53660448-n
Cantidad disponible: Más de 20 disponibles
Librería: Grand Eagle Retail, Bensenville, IL, Estados Unidos de America
Paperback. Condición: new. Paperback. C'e un'idea rassicurante, quasi infantile, che molti di noi si portano dietro quando pensano al diritto: le regole sarebbero come i binari di un treno. Si puo scegliere la direzione, accelerare o rallentare, ma il percorso resta tracciato; e se si resta sui binari, si e "nel giusto". Nella vita reale, pero, le cose sono piu complesse. Non basta rispettare formalmente una regola. Esistono comportamenti che rispettano la lettera ma tradiscono lo spirito della norma, lasciando dietro di se un senso di ingiustizia. E in questa zona di confine tra lecito e scorretto che nasce il problema dell'abuso del diritto. Una nozione scomoda, perche mette in discussione l'idea di certezza assoluta e costringe a guardare non solo cio che una persona fa, ma anche come e perche lo fa. Il diritto, infatti, non e un semplice meccanismo formale: e uno strumento per organizzare la convivenza. Il punto di partenza e una parola centrale nel nostro codice civile: buona fede. Non quella psicologica, ma la buona fede oggettiva, che impone un criterio di comportamento fatto di lealta, correttezza e rispetto degli interessi altrui quando e ragionevole pretenderlo. Senza questa regola, i contratti rischierebbero di diventare trappole e i diritti strumenti di sopraffazione. Accanto alla buona fede emerge cosi il suo rovescio: l'abuso del diritto. Si verifica quando un diritto viene esercitato per finalita diverse da quelle per cui l'ordinamento lo ha riconosciuto. La giurisprudenza parla di abuso quando l'esercizio del diritto provoca un sacrificio sproporzionato e ingiustificato per la controparte. Non si tratta di violare una regola formale, ma di usarla in modo distorto. Questa idea nasce storicamente nel confronto tra diversi ordinamenti. In Germania il BGB vieta l'esercizio del diritto quando ha il solo scopo di nuocere; il codice svizzero afferma che il manifesto abuso del proprio diritto non e protetto dalla legge. L'Italia, invece, nel codice civile del 1942 preferi non inserire una clausola generale esplicita contro l'abuso, temendo l'eccessiva discrezionalita del giudice. Cio non ha impedito alla giurisprudenza di elaborare progressivamente la categoria, collegandola ai doveri di correttezza e buona fede e al principio costituzionale di solidarieta. In questa prospettiva il diritto non appare piu come un potere assoluto, ma come una facolta riconosciuta per una funzione e quindi soggetta a limiti interni di coerenza. Per parlare di abuso del diritto, la giurisprudenza individua alcuni elementi: l'esistenza di un diritto soggettivo, diverse modalita possibili di esercizio e una scelta che produca una sproporzione ingiustificata tra il vantaggio del titolare e il sacrificio imposto all'altro. In questo modo l'abuso smette di essere una semplice impressione morale e diventa una struttura giuridicamente valutabile. Il fenomeno emerge in molti ambiti: nei contratti, quando il potere negoziale e usato per ottenere vantaggi ingiusti; nel diritto societario, quando il voto e esercitato per fini estranei all'interesse sociale; nel diritto tributario, come strumento contro le operazioni elusive; nel rapporto di lavoro, dove puo manifestarsi attraverso l'uso distorto dei poteri datoriali; e nel processo, quando gli strumenti difensivi diventano strategie dilatorie o temerarie. Le conseguenze dell'abuso non sono univoche. Talvolta l'ordinamento nega tutela al comportamento abusivo; altre volte riconosce il diritto al risarcimento o dichiara inefficace l'atto compiuto. Nel processo possono intervenire sanzioni come la condanna alle spese o la responsabilita aggravata. L'abuso del diritto resta dunque una categoria elastica: da un lato comporta un margine di valutazione per il giudice, dall'altro permette all'ordinamento di reagire agli usi distorti delle regole. In fondo, il problema riflette una tensione costante tra cert Shipping may be from multiple locations in the US or from the UK, depending on stock availability. Nº de ref. del artículo: 9798250889759
Cantidad disponible: 1 disponibles
Librería: California Books, Miami, FL, Estados Unidos de America
Condición: New. Print on Demand. Nº de ref. del artículo: I-9798250889759
Cantidad disponible: Más de 20 disponibles
Librería: PBShop.store US, Wood Dale, IL, Estados Unidos de America
PAP. Condición: New. New Book. Shipped from UK. Established seller since 2000. Nº de ref. del artículo: L2-9798250889759
Cantidad disponible: Más de 20 disponibles
Librería: PBShop.store UK, Fairford, GLOS, Reino Unido
PAP. Condición: New. New Book. Shipped from UK. Established seller since 2000. Nº de ref. del artículo: L2-9798250889759
Cantidad disponible: Más de 20 disponibles
Librería: GreatBookPricesUK, Woodford Green, Reino Unido
Condición: New. Nº de ref. del artículo: 53660448-n
Cantidad disponible: Más de 20 disponibles
Librería: GreatBookPricesUK, Woodford Green, Reino Unido
Condición: As New. Unread book in perfect condition. Nº de ref. del artículo: 53660448
Cantidad disponible: Más de 20 disponibles
Librería: CitiRetail, Stevenage, Reino Unido
Paperback. Condición: new. Paperback. C'e un'idea rassicurante, quasi infantile, che molti di noi si portano dietro quando pensano al diritto: le regole sarebbero come i binari di un treno. Si puo scegliere la direzione, accelerare o rallentare, ma il percorso resta tracciato; e se si resta sui binari, si e "nel giusto". Nella vita reale, pero, le cose sono piu complesse. Non basta rispettare formalmente una regola. Esistono comportamenti che rispettano la lettera ma tradiscono lo spirito della norma, lasciando dietro di se un senso di ingiustizia. E in questa zona di confine tra lecito e scorretto che nasce il problema dell'abuso del diritto. Una nozione scomoda, perche mette in discussione l'idea di certezza assoluta e costringe a guardare non solo cio che una persona fa, ma anche come e perche lo fa. Il diritto, infatti, non e un semplice meccanismo formale: e uno strumento per organizzare la convivenza. Il punto di partenza e una parola centrale nel nostro codice civile: buona fede. Non quella psicologica, ma la buona fede oggettiva, che impone un criterio di comportamento fatto di lealta, correttezza e rispetto degli interessi altrui quando e ragionevole pretenderlo. Senza questa regola, i contratti rischierebbero di diventare trappole e i diritti strumenti di sopraffazione. Accanto alla buona fede emerge cosi il suo rovescio: l'abuso del diritto. Si verifica quando un diritto viene esercitato per finalita diverse da quelle per cui l'ordinamento lo ha riconosciuto. La giurisprudenza parla di abuso quando l'esercizio del diritto provoca un sacrificio sproporzionato e ingiustificato per la controparte. Non si tratta di violare una regola formale, ma di usarla in modo distorto. Questa idea nasce storicamente nel confronto tra diversi ordinamenti. In Germania il BGB vieta l'esercizio del diritto quando ha il solo scopo di nuocere; il codice svizzero afferma che il manifesto abuso del proprio diritto non e protetto dalla legge. L'Italia, invece, nel codice civile del 1942 preferi non inserire una clausola generale esplicita contro l'abuso, temendo l'eccessiva discrezionalita del giudice. Cio non ha impedito alla giurisprudenza di elaborare progressivamente la categoria, collegandola ai doveri di correttezza e buona fede e al principio costituzionale di solidarieta. In questa prospettiva il diritto non appare piu come un potere assoluto, ma come una facolta riconosciuta per una funzione e quindi soggetta a limiti interni di coerenza. Per parlare di abuso del diritto, la giurisprudenza individua alcuni elementi: l'esistenza di un diritto soggettivo, diverse modalita possibili di esercizio e una scelta che produca una sproporzione ingiustificata tra il vantaggio del titolare e il sacrificio imposto all'altro. In questo modo l'abuso smette di essere una semplice impressione morale e diventa una struttura giuridicamente valutabile. Il fenomeno emerge in molti ambiti: nei contratti, quando il potere negoziale e usato per ottenere vantaggi ingiusti; nel diritto societario, quando il voto e esercitato per fini estranei all'interesse sociale; nel diritto tributario, come strumento contro le operazioni elusive; nel rapporto di lavoro, dove puo manifestarsi attraverso l'uso distorto dei poteri datoriali; e nel processo, quando gli strumenti difensivi diventano strategie dilatorie o temerarie. Le conseguenze dell'abuso non sono univoche. Talvolta l'ordinamento nega tutela al comportamento abusivo; altre volte riconosce il diritto al risarcimento o dichiara inefficace l'atto compiuto. Nel processo possono intervenire sanzioni come la condanna alle spese o la responsabilita aggravata. L'abuso del diritto resta dunque una categoria elastica: da un lato comporta un margine di valutazione per il giudice, dall'altro permette all'ordinamento di reagire agli usi distorti delle regole. In fondo, il problema riflette una tensione cost Shipping may be from our UK warehouse or from our Australian or US warehouses, depending on stock availability. Nº de ref. del artículo: 9798250889759
Cantidad disponible: 1 disponibles