Un Berto inatteso e potentissimo: cronista, viaggiatore, osservatore partecipe. Dai primi viaggi nel Sud del dopoguerra alle trasformazioni degli anni Sessanta e Settanta, queste pagine attraversano Calabria, Basilicata e Puglia con uno sguardo netto, anti-retorico: la miseria come struttura, le riforme come promessa, il turismo che nasce quasi per caso, la modernità che porta benessere e insieme ferite al paesaggio e alle coscienze. È un libro che mette in scena luoghi, voci, gesti, contraddizioni. La scrittura è dolente ma mai querula, civile senza prediche, poetica senza cartoline. Nel solco della grande prosa d’inchiesta del Novecento, dialoga con Carlo Levi, con lo Sciascia «civile», con Piovene e con Pasolini e con i migliori inviati italiani del dopoguerra.
"Sinopsis" puede pertenecer a otra edición de este libro.
«Era venuta la sera. Il faro di Capo Vaticano aveva cominciato a mandare in giro il suo fascio di luce. Da lontano gli rispondevano i fari dello Stretto. In mezzo c’era il mare, di cui sentivamo solo le voci più vicine, e il mondo sembrava ancora nuovo e misterioso, come quando nascevano i miti.»
«Per comprendere il Sud bisogna essere predisposti ad amarlo.»
Giuseppe Berto
"Sobre este título" puede pertenecer a otra edición de este libro.
Librería: libreriauniversitaria.it, Occhiobello, RO, Italia
Condición: NEW. Nº de ref. del artículo: 9791281519435
Cantidad disponible: 2 disponibles
Librería: Brook Bookstore, Milano, MI, Italia
Condición: new. Nº de ref. del artículo: QFCVXRNDCZ
Cantidad disponible: 5 disponibles
Librería: Libreria della Natura, Milano, MI, Italia
LEGATURA EDITORIALE. Condición: NUOVO. Un Berto inatteso e potentissimo: cronista, viaggiatore, osservatore partecipe. Dai primi viaggi nel Sud del dopoguerra alle trasformazioni degli anni Sessanta e Settanta, queste pagine attraversano Calabria, Basilicata e Puglia con uno sguardo netto, anti-retorico: la miseria come struttura, le riforme come promessa, il turismo che nasce quasi per caso, la modernità che porta benessere e insieme ferite al paesaggio e alle coscienze. È un libro che mette in scena luoghi, voci, gesti, contraddizioni. La scrittura è dolente ma mai querula, civile senza prediche, poetica senza cartoline. Nel solco della grande prosa d'inchiesta del Novecento, dialoga con Carlo Levi, con lo Sciascia «civile», con Piovene e con Pasolini e con i migliori inviati italiani del dopoguerra. Pagg. 350, brossura. Nº de ref. del artículo: 9791281519435
Cantidad disponible: 1 disponibles