Il volume si presenta come un raffinato libro d’artista che documenta e approfondisce l’universo visivo di Pino Musi (Salerno, 1958), un autore fuori dalle convenzioni. Musi, fotografo solo in apparenza, attraversa con il suo sguardo le geometrie della realtà e ne restituisce composizioni di rara astrazione, dove lo spazio si fa ritmo, tensione, struttura.
Realizzato nell’ambito del programma
Interferenze, il progetto prende forma nel dialogo silenzioso e intenso con un’opera di Dadamaino (Rilievo, 1973), e si arricchisce del riferimento musicale a Morton Feldman, le cui griglie sonore evocano negli scatti di Musi pieni e vuoti, silenzi e risonanze inattese.
Il volume è testimonianza preziosa di un percorso artistico in cui l’immagine diventa scrittura, la fotografia si fa architettura mentale e il gesto visivo si accorda a un pensiero musicale. Un’opera intensa, poetica e rigorosa, che rinnova la vocazione della Fondazione all’incontro tra linguaggi e alla creazione di legami duraturi con gli artisti
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Brossura. Condición: new. Milano, 2025; br., pp. 84, ill. b/n e col., cm 33x33. Il volume si presenta come un raffinato libro d'artista che documenta e approfondisce l'universo visivo di Pino Musi (Salerno, 1958), un autore fuori dalle convenzioni. Musi, fotografo solo in apparenza, attraversa con il suo sguardo le geometrie della realtà e ne restituisce composizioni di rara astrazione, dove lo spazio si fa ritmo, tensione, struttura. Realizzato nell'ambito del programma Interferenze, il progetto prende forma nel dialogo silenzioso e intenso con un'opera di Dadamaino (Rilievo, 1973), e si arricchisce del riferimento musicale a Morton Feldman, le cui griglie sonore evocano negli scatti di Musi pieni e vuoti, silenzi e risonanze inattese. Il volume è testimonianza preziosa di un percorso artistico in cui l'immagine diventa scrittura, la fotografia si fa architettura mentale e il gesto visivo si accorda a un pensiero musicale. Un'opera intensa, poetica e rigorosa, che rinnova la vocazione della Fondazione all'incontro tra linguaggi e alla creazione di legami duraturi con gli artisti. Libro. Nº de ref. del artículo: 4175887
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Condición: NEW. Milano: Dario Cimorelli editore, 2025 9791255611622 1286 N vol.: 1, N pag.: 84, W: 33, Illustr.: B/N Il volume si presenta come un raffinato libro d'artista che documenta e approfondisce l'universo visivo di Pino Musi (Salerno, 1958), un autore fuori dalle convenzioni. Musi, fotografo solo in apparenza, attraversa con il suo sguardo le geometrie della realtà e ne restituisce composizioni di rara astrazione, dove lo spazio si fa ritmo, tensione, struttura. Realizzato nell'ambito del programma Interferenze, il progetto prende forma nel dialogo silenzioso e intenso con un'opera di Dadamaino (Rilievo, 1973), e si arricchisce del riferimento musicale a Morton Feldman, le cui griglie sonore evocano negli scatti di Musi pieni e vuoti, silenzi e risonanze inattese. Il volume è testimonianza preziosa di un percorso artistico in cui l'immagine diventa scrittura, la fotografia si fa architettura mentale e il gesto visivo si accorda a un pensiero musicale. Un'opera intensa, poetica e rigorosa, che rinnova la vocazione della Fondazione all'incontro tra linguaggi e alla creazione di legami duraturi con gli artisti. Il volume si presenta come un raffinato libro d'artista che documenta e approfondisce l'universo visivo di Pino Musi (Salerno, 1958), un autore fuori dalle convenzioni. Musi, fotografo solo in apparenza, attraversa con il suo sguardo le geometrie della realtà e ne restituisce composizioni di rara astrazione, dove lo spazio si fa ritmo, tensione, struttura. Realizzato nell'ambito del programma Interferenze, il progetto prende forma nel dialogo silenzioso e intenso con un'opera di Dadamaino (Rilievo, 1973), e si arricchisce del riferimento musicale a Morton Feldman, le cui griglie sonore evocano negli scatti di Musi pieni e vuoti, silenzi e risonanze inattese. Il volume è testimonianza preziosa di un percorso artistico in cui l'immagine diventa scrittura, la fotografia si fa architettura mentale e il gesto visivo si accorda a un pensiero musicale. Un'opera intensa, poetica e rigorosa, che rinnova la vocazione della Fondazione all'incontro tra linguaggi e alla creazione di legami duraturi con gli artisti. Nº de ref. del artículo: M25002406
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