Il libro illustrato che presenta una selezione internazionale di artefatti realizzati dai detenuti e raccolti dal Museo Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa nel corso di un secolo. Il museo ospita una collezione unica al mondo di «oggetti dei prigionieri» realizzati dai detenuti e offerti ai delegati della ICRC che li vanno a trovare in virtù del mandato previsto dalle Convezioni di Ginevra. Gli oggetti sono i testimoni silenziosi di numerose situazioni di violenza che scuotono il nostro pianeta da oltre un secolo, dal Cile al Vietnam, dall’Algeria alla Jugoslavia, dal Ruanda all’Afghanistan… Secondo una detenuta libanese «creare è un modo per conquistare una libertà di espressione, per esprimere il proprio pensiero quando tutto intorno ti spinge a tacere e a dimenticare chi sei». Se alcuni oggetti ci colpiscono per la loro semplicità, altri ci sorprendono per la loro bellezza o inventiva. Alcuni portano il segno di una storia personale carica di emozioni e ci invitano a compiere un viaggio nel tempo e nella storia collettiva.
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Roger Mayou, director of the International Red Cross and Red Crescent Museum, was curator of the nineteenth and twentieth-century departments at the Musée d'art et d'histoire de Fribourg (CH) and artistic adviser at the UBS, in charge of the art collections and commissions and cultural sponsorship in French-speaking Switzerland. Dr Paul Bouvier has been a medical adviser at the International Committee of the Red Cross since 2007, and a lecturer at the Institute of Global Health at Geneva University. He worked with the ICRC during the 1980s regarding people either displaced or being detained in Africa and Central America. He is the director of the reference group on ethics in the practice of humanitarian work at the ICRC. Martin Rueff is a professor at Geneva University. A poet, translator and philosopher, he is a specialist of Rousseau and of moral anthropology in the classics, as well as the editor of the works of Claude Lévi-Strauss and Michel Foucault for Pléiade. He spent three years teaching in La Santé prison in Paris and for two years has presented a programme of creative writing at Curabilis, Geneva. Isabelle Schulte-Tenkhoff has been professor of Anthropology at the Institut de hautes études internationales et du développement (IHEID) in Geneva since 2003.
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Rilegato. Condición: new. Milano, 2017; ril., pp. 160, ill. col., cm 20x24,5. Il libro illustrato che presenta una selezione internazionale di artefatti realizzati dai detenuti e raccolti dal Museo Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa nel corso di un secolo. Il museo ospita una collezione unica al mondo di «oggetti dei prigionieri» realizzati dai detenuti e offerti ai delegati della ICRC che li vanno a trovare in virtù del mandato previsto dalle Convezioni di Ginevra. Gli oggetti sono i testimoni silenziosi di numerose situazioni di violenza che scuotono il nostro pianeta da oltre un secolo, dal Cile al Vietnam, dall'Algeria alla Jugoslavia, dal Ruanda all'Afghanistan. Secondo una detenuta libanese «creare è un modo per conquistare una libertà di espressione, per esprimere il proprio pensiero quando tutto intorno ti spinge a tacere e a dimenticare chi sei». Se alcuni oggetti ci colpiscono per la loro semplicità, altri ci sorprendono per la loro bellezza o inventiva. Alcuni portano il segno di una storia personale carica di emozioni e ci invitano a compiere un viaggio nel tempo e nella storia collettiva. Libro. Nº de ref. del artículo: 3318220
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