"Aveva di che in zucca, da ammobiliare venti manicomi" (Céline) è l'epigrafe de L'urlo, una storia che confonde uomini e animali poiché la folle violenza delle bestie chiuse nello zoo è simile a quella dei giovani dentro la loro "gabbia" che è la scena metropolitana della Milano degli anni novanta. I due protagonisti (gli animali più pericolosi) finiranno per annientare Sophie, la più debole, segregandola, torturandola, violentandola, trasformandola in una bambola di carne da martoriare, con una sorta di delirante e fredda liturgia.
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"Aveva di che in zucca, da ammobiliare venti manicomi" (Céline) è l'epigrafe de L'urlo, una storia che confonde uomini e animali poiché la folle violenza delle bestie chiuse nello zoo è simile a quella dei giovani dentro la loro "gabbia" che è la scena metropolitana della Milano degli anni novanta. I due protagonisti (gli animali più pericolosi) finiranno per annientare Sophie, la più debole, segregandola, torturandola, violentandola, trasformandola in una bambola di carne da martoriare, con una sorta di delirante e fredda liturgia.
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Librería: medimops, Berlin, Alemania
Condición: very good. Gut/Very good: Buch bzw. Schutzumschlag mit wenigen Gebrauchsspuren an Einband, Schutzumschlag oder Seiten. / Describes a book or dust jacket that does show some signs of wear on either the binding, dust jacket or pages. Nº de ref. del artículo: M08831758233-V
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Librería: Librodifaccia, Alessandria, AL, Italia
Condición: Buone. italiano Condizioni dell'esterno: Buone Condizioni dell'interno: Buone. Nº de ref. del artículo: LBCAR_010817
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