Scandali italiani: Mani pulite, Scandalo Telecom-Sismi, Omicidio di Wilma Montesi, Crac Parmalat, Bancopoli, Scandalo del vino al metanolo

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9781232142546: Scandali italiani: Mani pulite, Scandalo Telecom-Sismi, Omicidio di Wilma Montesi, Crac Parmalat, Bancopoli, Scandalo del vino al metanolo
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Fonte: Wikipedia. Pagine: 48. Capitoli: Mani pulite, Scandalo Telecom-Sismi, Omicidio di Wilma Montesi, Crac Parmalat, Bancopoli, Scandalo del vino al metanolo, Piero Marrazzo, Gianfranco Micciché, Missione Arcobaleno, Renato Farina, Balletti verdi, Caso Abu Omar, Scandalo Lockheed, Affare Telekom Serbia, Italia.it, Ermanno Lavorini, Aldo Braibanti, Scandalo della Banca Romana, Laziogate, Vallettopoli, La zanzara, Caso Giuffrè, Scandalo delle lenzuola d'oro, Velenitaly. Estratto: L'espressione Mani pulite designa una stagione degli anni novanta caratterizzata da una serie di indagini giudiziarie condotte a livello nazionale nei confronti di esponenti della politica, dell'economia e delle istituzioni italiane. Le indagini portarono alla luce un sistema di corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti ai livelli più alti del mondo politico e finanziario italiano detto Tangentopoli. Furono coinvolti ministri, deputati, senatori, imprenditori, perfino ex presidenti del Consiglio. Le inchieste furono inizialmente condotte da un pool della Procura della Repubblica di Milano (formato dai magistrati Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo, Francesco Greco, Gherardo Colombo, Ilda Boccassini e guidato dal procuratore capo Francesco Saverio Borrelli e dal suo vice Gerardo D'Ambrosio) e allargate a tutto il territorio nazionale, diedero vita ad una grande indignazione dell'opinione pubblica e di fatto rivoluzionarono la scena politica italiana. Partiti storici come la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista Italiano, il PSDI, il PLI sparirono o furono fortemente ridimensionati, tanto da far parlare di un passaggio ad una Seconda Repubblica. Il primo ad usare l'espressione Mani pulite fu il politico italiano Giorgio Amendola, deputato per il Partito Comunista Italiano, in un'intervista a Manlio Cancogni pubblicata da Il Mondo, il 10 luglio 1975, in risposta alle critiche che venivano mosse all'onestà nella gestione delle amministrazioni pubbliche allo stesso ...

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