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La pittura medievale a Roma Italian: Corpus volume IV: Riforma e tradizione, 1050-1198: 4 (La Pittura Medievale a Roma, Corpus) - Tapa dura

 
9782503525259: La pittura medievale a Roma Italian: Corpus volume IV: Riforma e tradizione, 1050-1198: 4 (La Pittura Medievale a Roma, Corpus)
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La pittura medievale a roma (pmr corpus 4) editado por Brepols Erudition

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Reseña del editor:
Contents: I. Roma al tempo della Riforma (1050 ca.-1100 ca.); II. La 'Chiesa trionfante' (1100 ca.-1144 ca.); III. La crisi della seconda meta del secolo: da Lucio II a Celestino III (1144-1198).

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  • EditorialBrepols
  • Año de publicación2007
  • ISBN 10 2503525253
  • ISBN 13 9782503525259
  • EncuadernaciónTapa dura
  • Número de páginas407

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ROMANO ( S. ) [ ed ]
Publicado por Brepols (2006)
ISBN 10: 2503525253 ISBN 13: 9782503525259
Nuevo Tapa dura Original o primera edición Cantidad disponible: 2
Librería:
Okmhistoire
(St Rémy-des-Monts, SARTH, Francia)

Descripción Couverture rigide. Condición: Neuf. Edition originale. Brussel 2007. 1 Volume/1. Rilegato ( 31 x 24 cm ). ------ Pagine 407, 350 tavole. *************** "" Questo volume del Corpus della pittura medievale a Roma studia un periodo storico a forti contrasti. La storia inizia infatti dagli anni del pontificato di Innocenzo III: papa autoritario, di lucida visione teocratica e di vasti disegni politici, che proclama l universalità della Chiesa e al tempo stesso bada a consolidare il suo potere temporale, fortificando i territori circostanti a Roma, estendendo l autorità pontificia sulle regioni limitrofe, facendo insomma dello Stato della Chiesa uno stato agguerrito e capace di fronteggiare i pericoli e gli attacchi anche militari. Non meraviglia, in questo quadro ideologico e politico, che Innocenzo III sia anche il papa che mette mano ai più grandi edifici della città sacra, Roma, per rifarli e rammodernarli e in questo modo presentare l immagine di una chiesa tradizionale, ma attuale e rinnovata. Tramite i cantieri innocenziani, Roma viene toccata da una potente ondata bizantineggiante, originata dal risalire degli artisti che erano stati attivi nei cantieri normanni di Palermo e Monreale, e che rimasti senza lavoro per la fine della potenza normanna in Sicilia e Italia meridionale vanno a cercarne là dove l attività è più intensa, e quindi specialmente a Roma. Subito dopo però le cose cambiano, e la cultura dell Europa gotica comincia a premere anche alle porte della Città per definizione più tradizionalista di tutte. Nei decenni centrali del Duecento una vera e propria invasione di temi e iconografie rinnovate si verifica, negli edifici della città che li hanno conservati e che sono stati riscoperti anche molto recentemente: il caso del grande ciclo ad affresco nel salone gotico dei Santi Quattro Coronati è emblematico, centinaia di metri quadri di splendida pittura meravigliosamente conservata, ritrovati e rimessi in luce da pochi anni, testimonianza di una cultura pittorica modernissima e raffinata. Il ciclo dei Santi Quattro, insieme ad altri ritrovamenti ugualmente recenti ma di minore entità come ad esempio quello nel convento di San Clemente mette in luce un momento della vita della Roma medievale, fino ad ora considerato vuoto e privo di testimonianze artistiche; e segnala con grande evidenza la ricchezza e la modernità della pittura che si faceva a Roma, nelle cerchie dei papi, dei cardinali, nei loro palazzi fortificati e nelle loro chiese, anche quando il papa, con la curia, era esule e rifugiato altrove, anche quando la città di Roma viene a lungo abbandonata dalla corte pontificia che preferisce sedi e palazzi come quelli di Viterbo o di Orvieto, più lontani dalla minaccia federiciana. Mette in luce, anche, quanto gotica sia stata la tradizionalissima cerchia dei papi: proprio perché la corte pontificia era, appunto, una corte, attorno a papi che nei decenni centrali del Duecento sono spesso francesi, in contatto con la cultura d oltralpe, e si fanno tramite dell arrivo di oggetti e di testimonianze del gusto nordico. Il volume si chiude con gli avvenimenti di un pontificato quello di Nicolò III Orsini che dura pochi anni, dal 1277 al 1280, ma che rappresenta un nuovo momento di importanza fondamentale per la storia della cultura e dell arte a Roma. A differenza di molti suoi immediati predecessori, Nicolò Orsini non è francese, non è forestiero: è romano, di nobile famiglia, e il programma del suo regno è tutto volto a riprendere in mano la Città, a riconsiderarne le tradizioni, a riproporre con forza l immagine di un autorità pontificia che è indissociabile dall idea di Roma. Non molti anni fa, la riscoperta e il restauro degli affreschi del Sancta Sanctorum al Laterano che sono naturalmente compresi in questo volume - mostrarono con chiarezza a quale livello di qualità e di densità simbolica fosse arrivato questo papa, committente della cappella e della sua decorazione a mosaico e ad affresco, pur in un tempo così breve di regno. "" *************. Nº de ref. del artículo: od-1607w

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